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Dr. e Dr.sa Reuther: riflessioni sulla storia d’Occidente e la sua religione, tra Hanta, Hormus e le crociate

Scritto da Cristina Bassi

Gli autori di quanto traduco nel seguito, da TKP.at, sono il dr Gerd Reuther, medico radiologo e prof. All’Università di Vienna (QUI altri suoi articoli che ho tradotto) e la dr.sa Renate Reuther, storica. Per il presente in cui siamo, gli articoli che seguono sono perle (anche ironiche) di riflessione sulla storia d’Occidente , la sua cultura “cristiana”: “l cristianesimo non è diventato l’ideologia del sistema occidentale grazie al Discorso della Montagna, ma per la sua idoneità a legittimare tirannie e guerre.”
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Da Ippocrate al Coronavirus
Sull’armonia tra Hanta e Hormus…

Nell’orbita occidentale le epidemie si sono viste come fenomeni naturali inevitabili. Tuttavia, tutti i casi documentati rivelano cause legate alla civiltà. Non sono i virus o i batteri a generare le epidemie, ma l’uomo.

Le epidemie erano e sono una specialità degli occidentali cristiani. Dal 1347. Quando si verificavano epidemie in altri continenti, gli europei erano sempre sbarcati prima. Che si trattasse effettivamente di focolai infettivi, di pochi casi di malattia ingigantiti o di un’epidemia semplicemente inventata, con la presenza degli europei la coesistenza pacifica tra mammiferi e microbi veniva messa a repentaglio.

Le piaghe bibliche e la «peste attica» (o peste di Atene, ndt) nel tardo Medioevo furono attribuite all’antichità precristiana, per rendere credibili le epidemie in arrivo come punizioni divine e fenomeni naturali. Nessuno è in grado di ricondurre i loro sintomi e il decorso della malattia a un quadro clinico conosciuto.

Poi le epidemie arrivavano prevalentemente su una nave proveniente da territori non cristiani o almeno arretrati. Nel 1347 dalla penisola di Crimea o oggi dall’Argentina. In ogni caso, i potenti dell’Occidente cristiano non volevano mai avere nulla a che fare con l’insorgere di un’epidemia. Per questo, nessuna invenzione era troppo assurda per i propagandisti europei.

Nel 1347 i Mongoli avrebbero lanciato con le catapulte i cadaveri dei morti di peste nella città, da dove, al termine dell’assedio, i ratti avrebbero trasportato i microbi sulle navi. I ratti avrebbero prenotato esclusivamente viaggi in nave, evitando la più faticosa via di terra verso l’Europa centrale. Oggi si ammassano le persone su una nave per trasformare una nave da crociera in una nave appestata.

È noto da tempo: nel sanatorio del pioniere svizzero dell’alimentazione crudista, Bircher-Penner, nessuno morì di «influenza spagnola».

Siegmund Albich (1347-1427), medico personale del re boemo Venceslao, nelle sue raccomandazioni sanitarie sulla peste esortava a «non parlare né pensare alla peste, poiché la sola paura dell’epidemia, l’immaginazione e il parlarne possono senza dubbio far ammalare di peste le persone».

Chi non si lascia prendere dalla paura e dal panico non ha nulla da temere dai microbi. In realtà, questi sono i nostri ultimi amici. La quintessenza della storia delle epidemie è „Hauptsache Panik“ (l’importante è il panico) e può essere letta qui (Engelsdorfer Verlag).

Tutte le epidemie sono finite quando non ci si credeva più. Non c’è di più da sapere al riguardo.

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Mille anni di crociate

La storia fa rima con se stessa, a volte addirittura si ripete. L’attuale espansione violenta degli ormai cavalieri predoni anglo-americani, costituisce un ulteriore capitolo delle conquiste europee, iniziate con le crociate nell’XI secolo. Già allora il Levante era nel mirino.

Un amanuense ecclesiastico del monastero di Montecassino trovò parole inequivocabili per descrivere la conquista ostile dell’Italia meridionale, da parte dei Normanni avvenuta un millennio fa:

«È stato disposto alla presenza di Dio che chiunque si opponga ai Normanni, sarà messo in fuga da loro; o moriranno tutti o subiranno grandi disagi. Perché questa terra è stata data ai Normanni da Dio: a causa della degenerazione di coloro che ne erano in possesso e a causa del legame paterno di Dio con i Normanni.» (Amatus di Montecassino; citato da: Rowley T: The Normans. A History of the Conquest. p. 153; Pegasus; New York 2021)

Gli antenati degli attuali anglo-americani detentori del potere, agivano con altrettanta spietatezza. Protezione e riscatti, ricatti e violenza bruta costituivano già allora il loro modello di business. La vicinanza a Gesù rivendicata oggi da Donald Trump, segue una lunga tradizione.

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Nella visione storica europea, si tiene conto solo della conquista dell’Inghilterra da parte dei cavalieri scandinavi, in stretta collaborazione con gli ordini monastici. Né la conquista dell’Italia meridionale e della Sicilia, né la sottomissione di gran parte del continente europeo attraverso le vie fluviali, hanno trovato accesso nei libri di storia.

Il sistema feudale totalitario del Medioevo, con le sue città fortificate da 15 minuti, che ora funge nuovamente da modello per la «Nuova Normalità», fu però la conseguenza diretta di questa conquista.

L‘ideologia verticistica (top-down) del cristianesimo monoteista e distante dalla natura, costituiva il veicolo ideale per la sottomissione totale. Il controllo delle menti è avvenuto per secoli in modo intensivo attraverso l’obbligo del confessionale.

I Frescobaldi e gli Altri

L’edificio della fede cristiana legittimava le razzie, mosse esclusivamente da motivi economici. Che si tratti della presa e della distruzione di Costantinopoli nel 1204 o della sanguinosa e breve conquista di parti del Levante, le crociate furono le antesignane delle spedizioni transatlantiche di saccheggio verso l’Asia meridionale e le Americhe a partire dalla fine del XV secolo.

La City di Londra, nata da commercianti mediterranei, era coinvolta fin dall’inizio. La presunta pretesa della cristianità sui Luoghi Santi in Medio Oriente era priva di fondamento. Il cristianesimo non è diventato l’ideologia del sistema occidentale grazie al Discorso della Montagna, ma per la sua idoneità a legittimare tirannie e guerre.

La Religione che Uccide

Espansione mondiale mascherata da viaggi di scoperta 

Dopo secoli di sfruttamento delle popolazioni indigene europee, l’oppressione feudale entrò in crisi con la chiusura delle rotte commerciali mediorientali nel 1453. I due modelli di business lucrativi, la tratta degli schiavi e lo scambio di oro con l’argento, si arrestarono.

Per la vita lussuosa della classe superiore nobiliare e clericale era necessario procurarsi nuove risorse oltre i mari. Il Portogallo e la Spagna assunsero il ruolo di guida sotto la guida del Vaticano.

Sebbene a quel tempo la dottrina ufficiale della Chiesa dichiarasse che la Terra fosse piatta, si organizzarono rotte verso est e verso ovest per raggiungere gli ambiti tesori dell’India. Gli ambienti marinari sapevano già da tempo che, spingendosi molto al largo verso ovest, si incontrava di nuovo la terraferma.

Fu l’inizio infausto di una pretesa europea di dominio globale, il cui tentativo di riscatto stiamo vivendo nuovamente oggi. All’epoca, solo nuovi territori potevano evitare il collasso economico. Le materie prime e il controllo di tutte le catene di produzione sono sempre stati l’obiettivo.

L'Inganno della Croce

Conclusione

Le razzie costituiscono il modello economico degli europei cristiani da un millennio. La nobiltà (finanziaria) e la Chiesa ne hanno tratto grandi profitti. Affinché questa storia infausta non si ripeta più, occorrono nuove configurazioni di potere.

Fonti:
https://tkp.at/2026/05/09/der-zusammenklang-von-hanta-und-hormus/
https://tkp.at/2026/04/18/tausend-jahre-kreuzzuege/
traduzione: M.Cristina Bassi per www.thelivingspirits.net
foto di apertutra generata con Grok.com