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Dr Patrick Whelan, USA: le possibili complicazioni cardiovascolari e neurologiche da vaccini COVID-19

Scritto da Cristina Bassi

Il dottor J. Patrick Whelan, uno reumatologo pediatrico americano, aveva avvertito la FDA a dicembre 2020, che i vaccini mRNA avrebbero potuto causare lesioni microvascolari al cervello, al cuore, al fegato e ai reni in modi non valutati negli studi di sicurezza. Di questo tratta l’articolo che traduco e sintetizzo nel seguito, il cui titolo originale suona cosi: La proteina Spike nei vaccini Modernae- Pfizer, potrebbe causare coaguli di sangue, infiammazione cerebrale e attacchi di cuore( qui l’originale inglese)
L’articolo è pubblicato sul notiziario del movimento americano Children’s Health Defence  che fa riferimento a Robert Kennedy jr (che di recente, febbraio 2021, è stato bandito da Instagram con accuse di diffondere “fake news” sul tema ormai pericoloso…). 

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L’8 dicembre 2020,  il dr  J. Patrick Whelan, M.D., Ph.D. fece una presentazione pubblica al Vaccines and Related Biological Products Advisory Committee (Comitato Consultivo per i Vaccini e i Prodotti Biologici- VRBPAC- ) della Food and Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti

La presentazione era in risposta alla richiesta dell’Ente americano,  di commenti sui vaccini contro la SARS-CoV-2, prima della riunione del 10 dicembre, quando il comitato avrebbe esaminato il vaccino SARS-CoV-2 di Pfizer/BioNTech (BNT162b2) per l’autorizzazione di emergenza (EUA).

Il dr Whelan , formatosi  ad Harvard, al Texas Children’s Hospital e Baylor College of Medicine, ha lauree in biochimica, medicina e reumatologia. Ha lavorato per 20 anni come reumatologo pediatrico. Attualmente è specializzato nel trattamento di bambini con sindrome infiammatoria multisistemica (MIS-C), che è stata associata a infezioni da coronavirus.

Nella sua presentazione pubblica, Whelan ha cercato di allertare la FDA sul fatto che i vaccini progettati per creare immunità alla proteina spike della SARS-CoV-2, possano invece causare lesioni. Sfortunatamente, l’Ente in questione non ha dato riconoscimento alle preoccupazioni di Whelan, ha invece fatto affidamento sui limitati dati degli studi clinici.


Il VRBPAC ha approvato l’uso del vaccino Pfizer il 10 dicembre.
Il giorno seguente, la FDA ha rilasciato la prima autorizzazione di emergenza per l’uso del vaccino COVID-19, permettendo che il vaccino Pfizer-BioNTech COVID-19 venisse ampiamente distribuito ad individui dai 16 anni in su.

Questo senza richiedere gli studi aggiuntivi che Whelan riteneva fondamentali per assicurare la sicurezza del vaccino, specialmente nei bambini. Perché Whelan era preoccupato che i vaccini mRNA causassero coaguli di sangue e infiammazioni?

Uno dei risultati peculiari e spesso mortali per quanto riguarda l’infezione da SARS-CoV-2 è il danno diffuso che si verifica in numerosi organi oltre i polmoni. I medici di tutto il mondo hanno visto prove che suggeriscono che il virus può causare infiammazioni cardiache, malattie renali acute, coaguli di sangue, malfunzionamento neurologico, danni intestinali e problemi al fegato.

Inaspettatamente, però, i medici osservano una presenza molto limitata o inesistente del virus in organi diversi dai polmoni. Ecco cosa sappiamo attualmente sull’impatto del virus al di fuori dei polmoni.

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Le complicazioni cardiovascolari

Sebbene COVID-19 sia stato originariamente pensato per essere un’infezione respiratoria, da allora è diventato chiaro che l’infezione minaccia anche il cuore.

Il dottor Aeshita Dwivedi, un cardiologo del Lenox Hill Hospital di New York City ha dichiarato: “Man mano che la pandemia di COVID-19 si è evoluta, la ricerca ha progressivamente dimostrato l’impatto di questo virus su più organi del corpo, compreso il cuore”. È stato riportato che quasi un quarto delle persone ricoverate con COVID-19 sperimentano lesioni miocardiche e molti sviluppano aritmie o malattie tromboemboliche.

In uno studio prospettico che ha seguito 100 pazienti guariti da COVID-19, gli investigatori hanno trovato che il cuore era coinvolto, secondo le scansioni MRI, nel 78% dei pazienti, e l’infiammazione miocardica in corso nel 60%. Questi risultati erano indipendenti dalla gravità dell’infezione, dal corso complessivo della malattia e dal tempo dalla diagnosi originale.

Nell’ottobre 2020, i ricercatori hanno dato un’occhiata più dettagliata al cuore dopo la morte da COVID-19 e hanno trovato che “il danno cardiaco era comune, ma più dalla coagulazione che dall’infiammazione” e che “i microtrombi (piccoli grumi di sangue) erano frequenti.”

“Non ci aspettavamo questo”, ha detto il coautore dello studio Dr. Renu Virmani, del CVPath Institute di Gaithersburg, Maryland. “Sembra improbabile che l’invasione virale diretta del cuore stia giocando un ruolo importante nel creare necrosi miocardica e microtrombi”.

Il dottor Hyung Chun, cardiologo di Yale, suggerisce che le cellule endoteliali che rivestono i vasi sanguigni rilasciano potenzialmente  citochine infiammatorie che esacerbano ulteriormente la risposta infiammatoria del corpo e portano alla formazione di coaguli di sangue. Chun ha dichiarato: “L’endotelio ‘infiammato’ probabilmente contribuisce non solo al peggioramento dell’esito nel COVID-19, ma è anche considerato un fattore importante che contribuisce al rischio di infarti e ictus”.

Uno studio successivo pubblicato il mese scorso ha confermato i risultati dei microtrombi con conseguente necrosi dei miociti, indicativa di un recente infarto miocardico (attacco cardiaco), in 40 individui morti per infezione da COVID-19 – gli studi hanno anche identificato i microtrombi come causa principale di lesioni cardiache.

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Complicazioni neurologiche di COVID

Gli individui con COVID-19 vivono un vasto numero di sintomi neurologici, come mal di testa, atassia, alterazione della coscienza, allucinazioni, ictus ed emorragia cerebrale.

Ma gli studi autoptici (da autopsia) non hanno ancora trovato prove chiare dell’invasione virale distruttiva nel cervello dei pazienti, spingendo i ricercatori a considerare spiegazioni alternative su come la SARS-CoV-2 causi sintomi neurologici.

In uno studio su 18 pazienti COVID-19 con sintomi neurologici, e morti in ospedale lo scorso aprile, Mukerji e colleghi hanno trovato solo in cinque cervelli dei pazienti, dei livelli molto bassi di RNA virale, la cui fonte è un mistero .

Perché la bassa concentrazione di RNA “sembra sproporzionata ai profondi deficit che le persone stanno vivendo,” Mukerji ha detto, “Sarei estremamente sorpreso [se] la maggior parte dei casi in cui le persone stanno avendo sintomi neurologici, fossero dovuti all’invasione virale diretta.”

In un’analisi più recente pubblicata il 4 febbraio 2021 nel New England Journal of Medicine, i ricercatori del National Institute of Neurological Disorders and Stroke (Istituto Nazionale per Disturbi Neurologici e Ictus) hanno documentato lesioni microvascolari ma nessuna prova di virus nel cervello dei pazienti morti per COVID-19.

Hanno riferito:
“In un campione accidentale di pazienti che erano morti di COVID-19, si è osservata una lesione microvascolare multifocale nel cervello e bulbi olfattivi , per mezzo di microscopia a risonanza magnetica, valutazione istopatologica e analisi immunoistochimica delle sezioni corrispondenti, senza evidenza di infezione virale”.

Se non è un’infezione virale, cos’altro potrebbe causare lesioni ad organi distanti, in relazione al COVID-19?

Il colpevole più probabile che è stato identificato, è la proteina spike COVID-19 rilasciata dal guscio esterno del virus in circolazione. La ricerca citata nel  seguito ha documentato che la proteina spike virale è in grado di avviare una cascata di eventi, che scatena danni nei pazienti COVID-19, nei loro organi distanti.

Diversi studi hanno scoperto che le proteine spike da sole hanno la capacità di causare danni diffusi in tutto il corpo, senza alcuna prova di virus. Ciò è preoccupante

Ciò che rende questa scoperta così inquietante è che i vaccini COVID-19 mRNA prodotti da Moderna e Pfizer e attualmente somministrati in tutti gli Stati Uniti,  programmano le nostre cellule per produrre questa stessa proteina spike del coronavirus , in modo tale che i nostri corpi vengano stimolati a produrre anticorpi al virus.

Secondo la lettera di Whelan alla FDA, il “vaccino Pfizer/BioNTech è composto da un mRNA che produce una proteina spike di piena lunghezza ancorata alla membrana”.

Uno studio di riferimento su Nature Neuroscience, pubblicato pochi giorni dopo la lettera di Whelan, ha scoperto che la proteina spike COVID-19 ottenuta commercialmente (S1) iniettata nei topi, ha prontamente attraversato la barriera emato-encefalica, è stata trovata in tutte le 11 regioni del cervello esaminate ed è entrata nello spazio parenchimale del cervello (il tessuto funzionale nel cervello).

fonte: https://childrenshealthdefense.org/defender/moderna-pfizer-vaccines-blood-clots-brain-inflammation-heart-attacks/?utm_source=salsa&eType=EmailBlastContent&eId=d0370599-722d-4ba7-bc5a-2f799066cda0

traduzione e sintesi: M.Cristina Bassi per www.thelivingspirits.net

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