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Il dr Reckeweg e l’omotossicologia. Liberarsi dalle tossine per stare in salute

Scritto da Cristina Bassi

Dal sito inglese che anche vende i rimedi der Dr Reckeweg (1905-1985) , traduco una chiara e sintetica panoramica sul suo approccio, che sottolinea l’ìmportanza di eliminare tossine e tossicità, per poter migliorare le proprie condizioni fisiologiche e stare in salute… Mai come ora dovrebbe essere compreso…
“… Il concetto omotossicologico, scientificamente fondato, secondo cui le malattie non sono qualcosa di maligno che va combattuto, bensì espressione di un naturale processo di guarigione. È una posizione in accordo col pensiero di Hahnemann padre dell’omeopatia”. (fonte)

Il dottor Hans-Heinrich Reckeweg fondò la terapia omotossicologica, sviluppata nel 1948 – 1949. Il Dr. Reckeweg ampliò quella che definì omotossicologia, in una teoria medica con molti aspetti innovativi.

Secondo Reckeweg:

“Le malattie sono l’espressione di meccanismi di difesa biologicamente intenzionali contro le omotossine endogene ed esogene o l’espressione dello sforzo dell’organismo per compensare i danni tossici che ha subito”.

Omotossicologia – Il principio

L’omotossicologia si basa sul principio che le malattie sono causate da omotossine [ciascuna delle molecole che si accumulerebbero nell’organismo a causa di medicinali, stress, alimentazione errata ecc., danneggiandolo qualora non vengano eliminate, Garzanti].

Secondo il Dr. Reckeweg, le malattie sono processi reattivi determinati da agenti in cui le omotossine possono causare una reazione del corpo con l’infiammazione.

Ha descritto un’omotossina come “qualsiasi sostanza che crea un carico tossico diretto o indiretto nell’organismo umano”. La struttura bersaglio dell’omotossina è la matrice extracellulare.

La matrice extracellulare o spazio, agisce come un setaccio molecolare tra il sistema dei capillari, i vasi linfatici e le cellule che devono essere rifornite di nutrienti o liberate dai loro rifiuti . Tutte le sostanze e le informazioni che raggiungono una cellula sono filtrate attraverso il setaccio molecolare della matrice extracellulare. Il setaccio può intasarsi, ma può essere ripristinato alla funzionalità attraverso adeguate misure di disintossicazione.

L’omotossicologia rappresenta una sintesi unica…

… di discipline curative destinate a rafforzare gli organi di disintossicazione ed escrezione, a rimuovere le tossine accumulate nella matrice extracellulare, a stimolare e modulare il sistema immunitario, e a regolare l’insieme riequilibrando il sistema corporeo malato.

La metodologia dell’omotossicologia differisce da quella della medicina convenzionale in quanto la malattia è vista come molto più della semplice presenza di sintomi clinici. La terapia omotossicologica si avvicina al paziente come a un tutto.

Tenta di disintossicare il corpo, di correggere i processi immunologici deragliati, attraverso l’immunomodulazione, e di sostenere le cellule e gli organi. La malattia indica che il corpo sta cercando di eliminare qualcosa che è tossico per lui, e che il processo di eliminazione apparirà probabilmente come malattia se l’obiettivo non è raggiunto facilmente.

Questo concetto è piuttosto contrario al pensiero medico occidentale. La comprensione dell’omotossicologia, unita all’applicazione dell’omeopatia, lavora per migliorare i processi di guarigione eliminando la tossicità, non mascherandola.

Molto spesso i farmaci allopatici sono progettati per alleviare i sintomi piuttosto che alleviare il carico tossico che ha causato i sintomi. Anche gli antibiotici, innegabilmente utili, ma sottoposti a un uso eccessivo, non attaccano la tossina originale, ma il risultato biologico della tossicità.

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La terapia omotossicologica considera il paziente nella sua totalità.

Tenta di disintossicare il corpo, di correggere i processi immunologici deragliati, attraverso l’immunomodulazione; e sostiene le cellule e gli organi. La malattia indica che il corpo sta cercando di eliminare qualcosa che è tossico per lui, e che il processo di eliminazione apparirà probabilmente come malattia se l’obiettivo non è raggiunto facilmente.

Questo concetto è piuttosto contrario al pensiero medico occidentale. La comprensione dell’omotossicologia, unita all’applicazione dell’omeopatia, lavora per migliorare i processi di guarigione eliminando la tossicità, non mascherandola.

Molto spesso, i farmaci allopatici sono progettati per alleviare i sintomi piuttosto che alleviare il carico tossico che ha causato i sintomi. Anche gli antibiotici, innegabilmente utili, ma sottoposti a un uso eccessivo, non attaccano la tossina originale, ma il risultato biologico della tossicità.

Esogeno ed endogeneo

Secondo Reckeweg, le omotossine si dividono in due gruppi: esogene ed endogene. Le omotossine esogene sono sostanze che hanno origine fuori dal corpo, nell’ambiente, e hanno un effetto tossico diretto o indiretto su tessuti, organi o meccanismi di regolazione.

Le omotossine endogene sono create dal corpo stesso. Si tratta per lo più di intermediari metabolici o prodotti finali come acidi e radicali liberi. Queste sostanze tossiche che si accumulano nel corpo diventano un peso quando non possiamo eliminarle attraverso i normali processi fisiologici.

Nei suoi trattati di omotossicologia, Reckeweg ha elaborato questa idea. La tabella a sei fasi di Reckeweg descrive la reazione del corpo contro le omotossine in sei fasi di difesa meccanica.

Queste fasi sono organizzate in due categorie: umorale e cellulare, e sono divise l’una dall’altra da quella che viene chiamata la “divisione biologica”. Reckeweg ha descritto la “vicariazione progressiva” delle malattie (deterioramento, o progressione della malattia) e la “vicariazione regressiva” (guarigione).

Quanto segue descrive ogni fase di reazione alle omotossine e le strategie terapeutiche appropriate per la vicariazione regressiva.

Fasi dell’omotossicosi

Fasi dell’omotossicosi come descritte da Reckeweg.  Nella tabella delle 6 fasi ci sono 3 fasi generali: Umorale, Matrice e Cellulare

Le 6 Fasi in dettaglio

A) Le fasi umorali – associate alle malattie di disposizione

1) Fase di escrezione

Nella fase di escrezione numerosi meccanismi di disintossicazione corporea funzionano normalmente, poiché non sono stati repressi da nessuna omotossina endogena o esogena. In questa fase, le tossine non interferiscono con le cellule epiteliali delle membrane mucose (o mucose) , ma vengono inglobate ed eliminate con le secrezioni fisiologiche stesse.
L’espulsione delle tossine avviene normalmente attraverso gli orifizi fisiologici. Il vomito o la diarrea acuta di solito richiedono solo di ricambio di liquidi ed elettroliti.

2) Fase di reazione o fase infiammatoria

Nella fase di reazione il corpo, di solito, espelle con febbre, diarrea e infiammazione, le tossine che sono entrate. In questa fase, i meccanismi di difesa sono attivi, cosa che può portare a sintomi. I sintomi, anche se fastidiosi, diventano segni preziosi che indicano che l’organismo sta cercando di regolarsi verso il suo recupero.
Raramente è necessario o utile sopprimere le febbri e le infiammazioni acute con farmaci allopatici, come i FANS o i farmaci antifebbrili. L’uso di farmaci antipiretici, antitussivi, antidiarroici, ecc. può portare ad una vicariazione progressiva e ad una fase più avanzata.

B) Le fasi della matrice

3) Fase di sedimentazione

Nella fase di deposizione (sedimentazione), i processi di difesa del corpo non riescono ad espellere completamente le tossine, che quindi si depositano nel tessuto connettivo (mesenchima), nel tessuto adiposo e in tutto il sistema vascolare. Le funzioni metaboliche cellulari, hanno bisogno di una stimolazione per recuperare e essere di aiuto nel rilasciare ed espellere gradualmente le tossine dai depositi.

Generalmente, entro le prime tre fasi umorali, la terapia appropriata può portare a un vero recupero, perché i meccanismi biochimici della cellula non sono ancora danneggiati. Tuttavia, da questa fase alla fase di impregnazione, l’organismo non ha una difesa biologica efficiente e sottrae energia alla disintossicazione, per conservare l’energia per gli organi vitali.

4) Impregnazione –

In questa fase attraverso la “divisione biologica” o dalle fasi umorali alle fasi cellulari, le tossine penetrano inizialmente le cellule. Queste tossine interferiscono con le funzioni enzimatiche della cellula e danneggiano le importantissime membrane cellulari. Nella fase di impregnazione esiste un “loco minoris restistentiae”. Cioè, di solito c’è una grave malattia infiammatoria (infiammazione cronica) esistente nel “tessuto biologicamente meno importante” (tessuto connettivo) che lascia postumi dannosi.

Le tossine si raccolgono intorno al parenchima degli organi. Il tessuto reagisce alle tossine con l’infiammazione e cerca di isolarle nelle fibre del tessuto connettivo. Questo alla fine risulta in un danno all’organo stesso. Se l’accumulo di tossine progredisce e non si mette in atto una fase di disintossicazione, la reazione del tessuto connettivo e l’accumulo di tossine accelerano fino a degenerare le strutture dell’organo.

Ecco perché spesso fallisce la strategia allopatica di aspettare passivamente, o la somministrazione di FANS e cortisone, che sopprime la reazione alle tossine. Questo tipo di terapia “anti” di solito sopprime regolamentare la disintossicazione , può alterare la permeabilità della barriera protettiva intestinale, causando un maggior carico antigenico, e alla fine sposta solo le tossine.

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C) Le fasi cellulari

5) Fase di degenerazione –

In questa fase, sia la struttura che la funzione degli organi vengono sempre più e irreversibilmente danneggiati. C’è una continua alterazione degenerativa delle membrane cellulari, degli enzimi e delle strutture genetiche e organiche delle cellule. L’accumulo di tossine continua, il che si aggiunge alla risposta infiammatoria cronica.
Le tossine si impregnano a livello ghiandolare e soprattutto a livello talamico, causando squilibri ormonali e una ridotta capacità immunomodulante. Alla fine le difese infiammatorie e le difese cellulari vengono soppresse, causando una proliferazione di cellule anomale di diversi organi e tessuti.
Il miglioramento è possibile, ma il ripristino e il recupero completo della funzione dell’organo può non essere più possibile, anche con approcci biologicamente orientati come la terapia anti-omotossica e rigenerativa. Con il supporto delle funzioni cellulari, la terapia mira a guarire i difetti e a migliorare la regolazione.

6) Fase neoplastica –

Nella fase neoplastica, il materiale genetico e i meccanismi respiratori cellulari sono gravemente danneggiati. I radicali liberi ossidativi favoriscono ulteriori disfunzioni d’organo e la degenerazione dei tessuti. I processi cellulari non più ossidativi diventano fermentativi, causando una crescita cellulare aberrante e un’alterazione del corredo genetico cellulare. Le cellule aberranti vengono rilasciate nella circolazione generale. In generale, l’organismo ha gravemente ridotto le sue capacità di regolazione reattiva.
Essenzialmente, questa fase è la conseguenza finale dell’incapacità dell’organismo di controllare l’accumulo di tossine esogene. In generale, la terapia anti-omotossica, attraverso la sua promozione della vicariazione regressiva, fornisce ai malati di cancro la loro migliore opportunità per ripristinare la salute.

Fonte. https://www.unitedremedies.com/blogs/articles-protocols/understanding-homotoxicology
traduzione: M.Cristina Bassi per www.thelivingspirits.net