Risvegli Medici controcorrente

La diatriba del voto non voto, del partito si e partito no. Ma allora, quale è la soluzione?

Scritto da Cristina Bassi

Prendo spunto dal substack della Prof.sa Anita Baxas  (qui altri suoi articoli che ho tradotto su questo sito), per presentare e tradurre nel seguito alcuni passaggi che esprimono concetti di “cambiamento” con se stessi, che sono più che mai urgenti in questo presente.
Ultimamente abbiamo visto e vediamo sui social la diatriba tra coloro che credono ancora che il voto faccia la differenza e chi, con motivazioni, non lo crede più.
Indubbio che votare oggi e per questa classe politica sia collegato ad un modo di pensare e percepire noi stessi e la realtà “umana”, un modo che obiettivamente ci ha portato dove siamo…

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Ogni volta che viene pubblicato un articolo sui social media, ad esempio su Twitter/X, che avverte in quale direzione il programma della setta ( cult ) globale, sta spingendo il mondo intero e l’umanità, qualcuno inevitabilmente critica il fatto che, con l’avvertimento, non viene però offerta alcuna soluzione.

La ricerca del leader che risolva per noi

Di solito si suggerisce all’autore del post di fare qualcosa al riguardo. Questa, però, è la mentalità di chi cerca qualcuno che risolva il problema, che dica alla gente cosa fare. È la mentalità della ricerca di un leader, di un eroe da seguire e adorare.

Tuttavia, questo è esattamente ciò che ha creato la nostra attuale situazione negli ultimi mille anni. Il ruolo di leader e di eroe è stato facilmente ricoperto da persone che sono state messe nei loro posti dal culto stesso, per portare avanti il suo programma (l’agenda) e allo stesso tempo per convincere le masse che poi avrebbero risolto i problemi e combattuto contro il cult e il deep state.

Nessuna persona è la soluzione, anche se questo è ciò che tutti cercano, ovvero qualcuno che risolva il problema per loro, ma questa modalità è esattamente ciò che ci ha portato dove siamo.

Come dice David Icke da tempo: “Ciò che crediamo, è ciò che poi percepiamo e ciò che percepiamo, è ciò che poi viviamo“.

Dobbiamo tutti riprendere in mano la nostra mente e mettere in discussione le nostre convinzioni: da dove vengono? Sono valide, ci sono prove a loro sostegno? E chi trae vantaggio dal far credere in una certa cosa?

Dobbiamo anche mettere in discussione la nostra paura di ciò che gli altri possono pensare di noi quando facciamo, pensiamo o crediamo in modo diverso da loro.

Perché abbiamo paura di percorrere una strada diversa dalla massa? Per paura di ciò che gli altri possono pensare di noi. Gli altri hanno il diritto di pensare ciò che vogliono, ma anche voi.

La Risposta - The Answer

Se ci rivolgiamo dentro di noi, troviamo la nostra postura eretta e così percorriamo la nostra strada, che può anche essere quella di non essere conformi, quella di creare un nuovo modo di vivere, un nuovo lavoro, una nuova educazione dei nostri figli, una nuova cura della nostra salute e molto altro.

Possiamo ispirare gli altri a fare lo stesso. Facendo ed essendo ciò che vogliamo vedere nel mondo, diventiamo quella cosa e quindi permettiamo agli altri di fare lo stesso.

Più persone lo fanno, più questo diventa parte del “campo” (quantico), in cui siamo tutti collegati e più persone inizieranno a percorrere il proprio cammino. Non serve un leader che ci dica cosa fare o che lo faccia per noi.

Cambiare la percezione di se stessi

Serve valutare che tipo di percezione abbiamo di noi stessi, perché i nostri pensieri e le nostre percezioni sono magnetiche. Attirate ciò che pensate, credete e sentite.

Se credete di essere un umano insignificante, di non avere capacità, di essere antipatici e che questa vita sia tutto ciò che c’è, allora questo è il tipo di vita che attirerete a voi.

Iniziate invece ad attingere a livelli di consapevolezza che non sono violati da questi pazzi e dalle entità demoniache. Perchè voi siete oltre costoro.

Tutti possiamo imparare a connetterci a questo campo di coscienza espansa. Personalmente, uso il metodo di entrare nello spazio del cuore.

Introduzione alla Psicosintesi

E’ importante rivalutare la propria auto-identità, passare da “sono un umano, un corpo umano” a: “sono coscienza, sono un’espressione infinita di coscienza eterna, in un viaggio eterno di continua esplorazione”, ciò è un’enorme espansione della percezione dell’io.

Come si percepisce la propria identità (“cosa sono io”) è importante per poi collegarsi ai livelli di realtà con cui potersi/voler identificare. Se espandete la percezione della vostra identità, vi connettete ad altri livelli di realtà

(Si tratta del processo di disidentificazione da una autoimmaggine limitata, ma anche dal corpo, emozioni e pensieri per identificarsi nella pura coscienza che ha – ma non è- un corpo emozioni e pensieri, Ndt )

Schiavi di un Sé Fantasma

Come ha detto molte volte David Icke:
“la percezione che vogliono che abbiamo è “non hai potere, sei un piccolo io, devi guardare a noi, esperti, politici, autorità che ti diciamo cosa fare”.

Questa è la percezione di sé che vogliono che abbiamo. Sfuggire a questa percezione non significa combatterli. Significa rivalutare la nostra auto-identità.

La vera rivoluzione, l’abbattimento dell’intero sistema di controllo, consiste nell‘uscire dal controllo della nostra percezione e della nostra autoidentità.

Tutto cambia a partire da questo. Non abbiamo bisogno di un leader. Dobbiamo lavorare su noi stessi, percepirci come potente scintilla divina e come consapevolezza infinita: ciò che siamo veramente.

A quel punto cambiamo e iniziamo ad attirare nella nostra vita ciò che desideriamo veramente sperimentare. Per la maggior parte di noi scommetto che si tratta di un mondo pacifico, giusto, prospero, abbondante, equo e pulito per tutti.

Fonte: https://substack.com/home/post/p-145920132
traduzione: M.Cristina Bassi per www.thelivingspirits.net