Risvegli Una nuova cultura

L’importanza del pensare piuttosto che del credere. Allargare la mente per vedere il quadro piu grande

Scritto da Cristina Bassi

In questa era Covid, in cui abbiamo raggiunto l’apoteosi della credenza sulla conoscenza…l’articolo  che traduco nel seguito, sia di ispirazione. L’autore, Gary Z McGee, è un ex specialista dell’intelligence della Marina (USA) diventato filosofo, nonchè autore di Birthday Suit of God e The Looking Glass Man. Le sue opere sono ispirate dai grandi filosofi delle epoche e dalla sua ampia visione del mondo moderno”.

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Ciò che necessita non è la volontà di credere, ma la volontà di scoprire, che è l’esatto contrario”. ~Bertrand Russell

Su una linea temporale abbastanza lunga, la plasticità del cervello – includendo la personalità e la percezione – tende a diventare rigida e bloccata, conservatrice e soddisfatta, dogmatica e inflessibile. Bisogna lottare contro il decadimento della plasticità, per mantenerla.

Mantenere la plasticità e la flessibilità del pensiero richiede autoconsapevolezza, autointerrogazione e autosuperamento. Senza di che il cervello, insieme alla propria personalità e alla percezione della realtà, inevitabilmente si ripiega verso la non plasticità, la rigidità, l’inflessibilità, la chiusura mentale e il pensiero dogmatico.

Se non facciamo attenzione, saranno proprio le opinioni a diventare il fondamento della non plasticità. Sostituire l’ “avere un’opinione” con l’ “avere una nozione” può essere una strategia salutare per intaccare le fondamenta in modo da rimanere flessibili di fronte alla rigidità incombente.

È un modo di uscire dalla nostra via, per vedere chiaramente la strada. È un modo di vedere il quadro generale nonostante le nostre propensioni per il piccolo quadro. Come disse il filosofo Eric Weiner: “Rimanda la definizione di ciò che vedi e vedrai di più”.

Lo svantaggio di avere un’opinione:

Il più grande inganno che gli uomini subiscono è quello delle loro stesse opinioni”. ~Leonardo da Vinci

Quando avete un’opinione, siete troppo occupati a passare attraverso le nozioni culturalmente prescritte della canzone e della danza Alfa/Beta per rendervi conto che c’è un modo migliore di cantare e ballare (fare in Meta). La vostra opinione vi intrappola nel pensiero del piccolo quadro della situazione, a spese di una prospettiva invece di grande immagine. Specialmente quando la vostra opinione non è allineata con la realtà e quindi non è valida.

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L’opinione è irrilevante se è invalida. La validità si basa su una scala di sano/non sano governata dalla realtà, non su una scala di bene/male dettata dall’opinione umana. Bisogna trascendere le convinzioni per rendersene conto. Diventa allora evidente che giusto e sbagliato dovrebbero essere basati su sano e malsano in modo che sia più probabile essere considerati validi e ragionevoli.

La validità è importante. Il problema è che gli esseri umani sono una specie fallibile. Siamo inclini agli errori. Spesso interpretiamo male la realtà e formiamo opinioni non valide. Ciò che è valido e ciò che non lo è – come ciò che è sano e ciò che non lo è – non è una questione di opinione.

Piuttosto, è dettato dalla realtà, che è intransigente con le sue leggi universali. È solo nostra responsabilità interpretare correttamente queste leggi. Il problema è che la maggior parte di noi è irresponsabile con le interpretazioni e quindi si forma opinioni non valide.

L’obiettivo dovrebbe essere quello di allineare la vostra opinione con la realtà in modo da avere un’opinione valida. Questo richiede lavoro. Richiede circospezione e scetticismo, specialmente riguardo al proprio punto di vista. Perché se non state attenti, la vostra opinione diventerà una credenza. Ed è quasi impossibile cambiare credenze.

E’ possibile invece cambiare i pensieri. O almeno, è più facile. Quando si “pensa” che qualcosa possa essere vero, c’è spazio per l’errore e il dubbio. Ma quando si “crede” che qualcosa sia vero, non c’è spazio per l’errore e il dubbio, perché la fede si basa sulla fede piuttosto che sulla ragione. La fede non ha bisogno dell’errore o del dubbio, e nemmeno della ragione.

Meglio praticare il non attaccamento, quindi; meglio avere una nozione piuttosto che un’opinione; meglio avere un senso dell’umorismo sulle opinioni in generale; meglio, non avere alcuna opinione, ma avere una flessibilità di pensiero piuttosto che una credenza rigida.

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Il vantaggio di avere una nozione:

“Il dubbio è essenziale. È il veicolo che ci trasporta da una certezza all’altra”. ~Eric Weiner

Quando hai una nozione, piuttosto che un’opinione, hai un margine di manovra intellettuale. Dove le opinioni sono più una “ancora”, le nozioni sono più un “gancio per il cielo”. Sono un modo per andare da questo pensiero a quel pensiero. Dove le opinioni sono un fine, le nozioni sono un mezzo. Servono come un veicolo per il pensiero piuttosto che un fondamento del credo.

Ancora più importante, laddove avere un’opinione tende a sminuire altre opinioni, avere una nozione tende ad attrarre altre nozioni. Il che diventa una specie di impalcatura di conoscenza crescente. Le cui pietre miliari diventano una trascendenza sopra le opinioni e le nozioni. Questo è l’ideale per andare in Meta.

Andare in Meta è il “modo migliore di cantare e ballare” , come ho citato prima. È vedere con Over Eyes, occhi che vanno oltre. È attingere alla visione a volo d’uccello. È l’equivalente intellettuale dell’Effetto Panoramica dell’Astronauta. Infatti. Andare Meta è andare in pieno Effetto Panoramica come pratica e disciplina quotidiana.

Andare Meta è vedere il quadro generale. È un modo proattivo di stare davanti alla curva. È reimmaginare l’immaginazione. È l’illuminazione del terzo occhio. È collegare i punti che la maggior parte delle persone non è nemmeno consapevole che ci sono.

Come disse Robert Greene:
“Nella terra dei due occhi, il terzo occhio ti dà l’onniscienza di un dio. Vedi più lontano degli altri, e vedi più in profondità”.

Andare Meta è tessere le nozioni con i pensieri e i sentimenti di un’altra nozione. Quando lo facciamo, in questo modo stratifichiamo una nuova qualità di ricchezza all’esperienza. Siamo sparati fuori dalla scatola del pensiero di piccole immagini.

Non abbiamo altra scelta che vedere il quadro generale, e lo usiamo per creare testi e affinare le nostre nozioni perchè siano strumenti affilati di pensiero piuttosto che in strumenti ottusi di credenza.

Image source di apertura:  by Dada Dreams

fonte articolo: https://www.self-inflictedphilosophy.com/single-post/notion-versus-opinion-the-importance-of-thinking-rather-than-believing

traduzione: M.Cristina Bassi per www.thelivingspirits.net

This article (Notion Versus Opinion: The Importance of Thinking Rather Than Believing) was originally created and published by Self-inflicted Philosophy and is printed here under a Creative Commons license with attribution to Gary Z McGee and self-inflictedphilosophy.com. It may be re-posted freely with proper attribution, author bio, and this statement of copyright.