Societa’ orwelliana Inganni

Rath Foundation: crisi ukraina e 3a Guerra Mondiale. Dietro ci sono le stesse forze delle Guerre Mondiali precedenti

Scritto da Cristina Bassi

Traduco nel seguito le parti salienti dell’articolo odierno della dr Rath Foundation (USA), sulla minaccia attuale di una 3a Guerra Mondiale scatenabile dalla crisi ukraina,  minaccia che viene letta come la continuazione delle motivazioni e degli attori della Prima e Seconda Guerra Mondiale…
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Caos Globale — Libro
Nonostante quello che ci viene detto, le forze trainanti delle corporations, dietro la crisi attuale sono precisamente le stesse che hanno portato alle due precedenti guerre globali.

Non è una coincidenza che l’escalation della crisi in Ucraina arrivi in un momento in cui, proprio mentre il mondo inizia la transizione dai combustibili fossili inquinanti, l’aumento dei prezzi dell’energia sta costringendo milioni di persone a scegliere tra mettere il cibo in tavola e riscaldare le loro case.

Né è casuale che l‘escalation verso la guerra coincida con i va cci ni sperimentali COVID-19 a base di mRNA e DNA che dirigono i profitti alle stelle nelle tasche gonfie dell’industria farmaceutica.

Prima della pandemia di COVID-19, i modelli di business delle aziende farmaceutiche erano sull’orlo del declino finale. I ricercatori che esaminavano l’industria prevedevano che entro il 2018, la diminuzione dei possibili successi nello sviluppo di nuovi farmaci, l’aumento dei costi dei test clinici e la crescente concorrenza dei produttori di farmaci generici, più economici, avrebbero potuto presto combinarsi per far sì che la produzione farmaceutica non fosse più un business redditizio.

I documenti ufficiali del processo di Norimberga del 1947-1948 contro il famigerato cartello IG Farben provano che le compagnie petrolifere e farmaceutiche furono il principale motore economico della seconda guerra mondiale.

La Seconda Guerra Mondiale costò la vita a più di 60 milioni di persone e fu pianificata e finanziata principalmente dalla IG Farben, un cartello aziendale composto dalle compagnie tedesche Bayer, BASF, Hoechst e altre.

La loro ambizione condivisa era quella di ottenere il controllo dei mercati globali del petrolio e dei farmaci ed eliminare, con la forza, qualsiasi concorrenza.

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Un ulteriore parallelo storico può essere visto negli esperimenti medici criminali che furono imposti agli innocenti detenuti dei campi di concentramento durante la seconda guerra mondiale. Questi esperimenti prevedevano l’uso di vaccini e farmaci pericolosi prodotti da Bayer, Hoechst, e altre aziende IG Farben.

Alcune delle sostanze chimiche usate in questi test mortali hanno poi fatto guadagnare miliardi di dollari ai loro produttori diventando la prima generazione dei cosiddetti farmaci “chemioterapici“.

L’imposizione obbligatoria di vaccini sperimentali COVID-19 su persone innocenti oggi riflette quindi una storia agghiacciante di cui il mondo sembra non aver ancora imparato la lezione.

Le aziende IG Farben hanno avuto ruoli chiave nel perpetrare anche la Prima Guerra Mondiale. La Bayer era, per esempio, il proprietario del brevetto per il gas mostarda e altri agenti chimici usati in questa guerra.

Chiaramente, quindi, il profitto che le grandi corporazioni hanno tratto dalla morte e dalla distruzione della guerra, ha una storia che va molto più indietro nel tempo, di quanto la maggior parte delle persone si renda conto ora.

ll progetto dell’Europa di oggi ha le sue origini nelle due guerre mondiali

L’obiettivo ufficiale degli investitori aziendali e politici della Germania ,nella prima guerra mondiale era noto come il “Programma di settembre” e fu pubblicato nel settembre 1914, solo poche settimane dopo lo scoppio iniziale della guerra.

L’allora cancelliere tedesco Theobald von Bethmann-Hollweg lo riassunse come segue:

“Il nostro obiettivo è quello di imporre un’UNIONE ECONOMICA CENTRALE EUROPEA con regolamenti doganali comuni che includa Francia, Belgio, Olanda, Danimarca, Austria-Ungheria, Polonia, e potenzialmente Italia, Svezia e Norvegia.

Questa Unione – sotto la guida tedesca – deve stabilizzare il dominio economico della Germania sull’Europa centrale”.

Anche se la Germania fu sconfitta, il piano non fu accantonato. Infatti, appena due decenni dopo, divenne l’obiettivo economico centrale della Seconda Guerra Mondiale. La prova di ciò venne durante il già citato processo di Norimberga del 1947-1948 contro il cartello IG Farben.

Discutendo le accuse contro Fritz ter Meer, uno degli alti dirigenti della IG Farben, il suo avvocato ammise che il concetto di “Spazio economico europeo totale” aveva plasmato gli obiettivi di guerra del suo cliente.

Un’ulteriore prova dei reali obiettivi economici e politici della Seconda Guerra Mondiale può essere trovata in un libro del 1941 scritto da Arno Sölter, capo del nazista ‘Central Research Institute for National Economic Order and Greater Sphere Economy’ (Istituto di Ricerca Centrale per l’Ordine Economico Nazionale e  l’Economia della Grande Sfera) a Dresda, Germania.

L’istituto di Sölter era uno delle sedi ufficiali di pianificazione economica per la coalizione nazista/IG Farben. Intitolato ‘Il cartello della Grande Sfera – Uno strumento di ordine industriale di mercato in una nuova Europa’, il suo libro fornisce il progetto di ciò che sarebbe poi diventato la struttura dell’Unione Europea (UE).

Sölter descrive specificamente concetti come “la Commissione europea – l’organo esecutivo non eletto dell’Europa – e il sistema delle cosiddette ‘direttive’ attraverso le quali le leggi del continente vengono applicate”.

Dopo la seconda guerra mondiale, gli architetti chiave di quella che sarebbe diventata l’UE furono reclutati tra gli stessi tecnocrati che avevano progettato i piani per un’Europa post-bellica sotto il controllo della Germania nazista.

Uno dei più notevoli era Walter Hallstein, un avvocato che aveva rappresentato il governo nazista nei negoziati ufficiali dello Stato. Nonostante avesse sostenuto pubblicamente le leggi razziali di Norimberga, che escludevano gli ebrei tedeschi dalla cittadinanza del Reich e proibivano loro di sposarsi, o anche di avere rapporti sessuali, con persone di sangue tedesco o affini, Hallstein fu nominato presidente fondatore della Commissione Europea nel 1958.

La storia che si ripete

Una volta che si comprende la storia nascosta su cui l’UE è stata costruita, i pericoli più ampi della crisi in Ucraina sono immediatamente evidenti. Oggi, proprio come in passato, l’espansione dei mercati globali per le sue più grandi multinazionali, rimane centrale per gli obiettivi dell’UE.

Non è quindi una coincidenza che le voci più forti nella spinta verso la guerra, vengano da Germania e Francia, con il sostegno di Stati Uniti e Regno Unito. Insieme, questi sono quattro dei più ricchi e potenti paesi esportatori di farmaci.

Non c’è quindi da meravigliarsi se il capo della Commissione Europea Ursula von der Leyen,  abbia risposto alla scoperta della variante Omicron, dicendo che era tempo di considerare di rendere obbligatoria la vaccinazione contro il COVID-19 in Europa.

Lungi dall’essere una questione di protezione dei cittadini europei, la sua dichiarazione riguardava molto di più. Chiunque dubiti di questo deve semplicemente la protezione del futuro dell’industria farmaceutica e l’espansione dei suoi profitti chiedersi perché i piani europei per i passaporti vaccinali erano già in atto 20 mesi prima della pandemia di COVID-19.

Proprio come gli architetti dell’UE hanno fatto in passato, i loro successori oggi stanno giocando una partita a lungo termine. Più di ogni altra cosa, quindi, prevenire la guerra oggi significa evitare che la storia si ripeta.

Fonte: https://www.dr-rath-foundation.org/2022/02/preventing-a-third-world-war-the-corporate-driving-forces-behind-the-crisis-in-ukraine-are-the-same-ones-that-led-to-world-wars-one-two/

Traduzione: M. Cristina Bassi per www.thelivingspirits.net