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20 maggio 2025: adozione del Trattato Pandemico della OMS. Cosa significa

Scritto da Cristina Bassi

Sul “Pandemic Agreement”, l’Accordo Pandemico della OMS, tema molto preoccupante del presente, per cui non c’è stato alcun voto parlamentare nelle nazioni, nessun dibattito pubblico e nessun referendum. Nel seguito traduco il thread che un giornalista britannico indipendente, Lewis Brackpool ha postato in queste ore su X, che aiuta a fare chiarezza. Questo thread spiega cosa è stato concordato, come è avvenuto e perché crescono le preoccupazioni riguardo alla sovranità, alla responsabilità e governance globale.
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Il 20 maggio 2025, gli Stati membri dell’OMS hanno adottato il primo Accordo Internazionale dell’organizzazione sulla Pandemia ( Pandemic Agreement) durante la 78ª Assemblea Mondiale della Sanità a Ginevra.

Il trattato è stato adottato per consenso, non tramite voto formale, il che significa che i governi, hanno espresso approvazione senza un esame parlamentare interno.

Gli impegni legali del Trattato Pandemico

Il trattato è stato concepito per affrontare gli insuccessi emersi nella gestione della COVID-19 da parte dei paesi. Prevede impegni legali per:
– Condividere campioni di patogeni e dati genetici
– Distribuire vaccini e terapie in modo “equo”
– Rafforzare la sorveglianza internazionale
– Rispettare le dichiarazioni di emergenza portate avanti dall’OMS
– Sviluppare sistemi globali di certificazione sanitaria digitale

Questo accordo non si limita alla risposta pandemica. Si basa sulla struttura di “One Health” dell’OMS, che considera interconnesse la salute umana, quella animale e quella ambientale.

I critici affermano (a ragione) che ciò amplia il campo d’azione dell’OMS, consentendole di influenzare sistemi alimentari, politiche climatiche, agricoltura e uso del territorio, con la parvenza di “prevenzione pandemica”.

Mentre l’OMS non può scavalcare le leggi nazionali, il trattato crea obblighi internazionali vincolanti. I governi possono usarlo per giustificare leggi d’emergenza o ampi poteri in materia di salute pubblica, nascondendo le decisioni dietro il linguaggio della “conformità internazionale” o della “coordinazione globale”.

L’OMS non è un’istituzione democratica. Il suo Direttore Generale, Tedros Ghebreyesus, non è stato eletto dai cittadini, ma nominato attraverso un processo dominato da negoziati diplomatici tra gli Stati membri. Le sue controversie passate, inclusa la gestione dell’inizio della pandemia COVID e i legami con la Cina, hanno alimentato dubbi sulla sua imparzialità.

I maggiori finanziatori dell’OMS non sono principalmente governi. Al 2023, i maggiori contributori erano:
– Fondazione Bill & Melinda Gates
– Alleanza GAVI
– UNICEF
– Commissione Europea
– Germania
– e le Fondazioni private degli Stati Uniti ora forgiano le priorità sanitarie pubbliche e globali, senza alcun mandato elettorale.

PABS Sistema di Accesso ai Patogeni e Condivisione Benefici

Tra le disposizioni più controverse del trattato vi sono le proposte di implementare un Sistema di Accesso ai Patogeni e di Condivisione dei Benefici (Pathogen Access and Benefit-Sharing- PABS).

Questo permetterebbe all’OMS di accedere a campioni di patogeni da qualsiasi paese e di ridistribuire prodotti farmaceutici secondo schemi “di equità”, potenzialmente scavalcando le catene di approvvigionamento vaccinali nazionali.

Il trattato incoraggia inoltre gli Stati ad adottare sistemi digitali di documentazione sanitaria, che potrebbero evolvere in ID digitali permanenti legati allo stato vaccinale o sanitario.

Sebbene vengano presentati come strumenti di sanità pubblica, tali sistemi sono stati pesantemente criticati dai gruppi per la tutela delle libertà civili in quanto intrusivi, coercitivi e aperti al rischio di “mission creep”, [ ovvero una deriva dall’obiettivo iniziale, uno sconfinamento dal mandato di partenza… ndt]

Diversi paesi si sono astenuti o hanno obiettato durante la fase di stesura, tra questi:
– Polonia
– Russia
– Italia
– Iran
– Slovacchia

** a tal proposito un inciso per ciò che ci riguarda in Italia: una risposta chiarificatrice che l’avv Holzeisen mi ha dato in X:
RA/Avv. DDr. Renate Holzeisen- @RHolzeisen
“Il Trattato Pandemico è un altro strumento contrattuale. Io sto parlando del Regolamento Sanitario Internazionale che in realtà è più pericoloso. Il Trattato Pandemico dovrebbe comunque essere sempre ratificato dal Parlamento italiano, le modifiche al Regolamento Sanitario Internazionale invece no … entreranno in vigore automaticamente per l’Italia se il governo non le rigetta esplicitamente”  

Le loro preoccupazioni dichiarate riguardano la perdita di sovranità nazionale, la mancanza di chiarezza legale e il rischio che istituzioni non elette impongano politiche.

Nel Regno Unito non c’è stato praticamente alcun dibattito parlamentare sul trattato. Nessuna dichiarazione formale è stata fatta dal Primo Ministro o dal Ministro della Salute. Nonostante le implicazioni a lungo termine dell’accordo, il Regno Unito ha partecipato alle negoziazioni in modo silenzioso, evitando il controllo pubblico.

Managerialismo Transnazionale anzichè governance di Stati nazionali

L’adozione di questo trattato riflette una tendenza più ampia: il passaggio dalla governance degli Stati nazionali a un managerialismo transnazionale. In questo modello, le decisioni che riguardano milioni di persone, sono sempre più forgiate da tecnocrati, ONG, fondazioni e Enti ONU, nessuno dei quali è direttamente responsabile di fronte agli elettori.

“The Managerial Revolution”, di James Burnham lo spiega

Non si tratta di una teoria del complotto. È un cambiamento strutturale nel modo in cui viene fatta la politica globale, soprattutto in momenti di crisi. Ciò che iniziò con il COVID, viene formalizzato dal trattato OMS: governance d’emergenza, autorità centralizzata e uso della salute globale come porta d’accesso per controllo più ampio.

Se i governi democratici possono stipulare accordi internazionali vincolanti sulla politica pandemica, senza consultare i propri cittadini, allora chi governa in caso di crisi? La risposta, sempre più spesso, è: coloro che non possono essere rimossi dal loro incarico.

L’Accordo Pandemico della OMS è una pietra miliare. Non solo nella sanità pubblica, ma nella governance globale. Centralizza l’autorità, indebolisce la sovranità nazionale e mette influenze non elette al centro della risposta ad una crisi.

Ma il pubblico non è mai stato interpellato.

fonte del thread tradotto: https://x.com/Lewis_Brackpool/status/1924911700110934469
traduzione: M.Cristian Bassi per www.thelivingspirits.net  

un aggiornamento del 21.5.25  dall’ 0n Borghi su X:

Claudio Borghi A. @borghi_claudio

“Qualche babbeo non ha ancora capito che per il voto sul trattato pandemico astensione è uguale a voto contrario (infatti tutti i contrari si sono astenuti). Il motivo è semplice: o si esprimeva l’adesione al testo del trattato oppure no. Chi non ha aderito al testo del trattato non ha preso alcun impegno ed è quindi libero di non ratificare il trattato medesimo (e infatti non lo ratificheremo). Chi ha votato sì invece si è impegnato a ratificare. Può ovviamente non farlo lo stesso perché il Parlamento vota contro (è esattamente quanto abbiamo fatto noi con il MES) però è considerato un comportamento sconveniente perché il voto a favore rappresenta una sorta di obbligo morale nei confronti degli altri paesi. Un eventuale voto contrario esplicito non avrebbe fatto alcuna differenza anche perché simmetricamente il parlamento potrebbe ratificare il trattato nonostante il voto contrario del rappresentante. Pregasi notare che le modifiche al regolamento sanitario internazionale, quelle per intendersi che nel caso ci fosse qualcosa che non va vanno impugnate entro Luglio, non c’entrano NULLA con il trattato pandemico. Sono un’altra cosa e ci stiamo lavorando su esattamente come abbiamo fatto per il trattato… Quindi state (abbastanza) tranquilli.”