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La vitamina E protegge le arterie e mantiene il corpo giovane

Scritto da Cristina Bassi

Dall’inizio del 2020 milioni di persone si sono interessate alle vitamine D e C, iniziando ad assumerle sempre più frequentemente. Tuttavia, una vitamina è rimasta costantemente nell’ombra: la vitamina E. Nel seguito la mia traduzione della breve panoramica di evidenze scientifiche, proposta dal blog austriaco TKP. (qui altri articoli da TKP tradotti )

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Da decenni la ricerca biochimica fornisce risultati che si possono tranquillamente definire sensazionali. Ma il vecchio problema della medicina è che le scoperte scientifiche faticano a trovare applicazione negli ambulatori medici.

Fatta eccezione per i professionisti della medicina ortomolecolare, della medicina alternativa e, sì, persino di chi usa l’omeopatia. In sostanza per coloro che si informano autonomamente, al di fuori dei percorsi formativi universitari e degli ordini dei medici.

Le scoperte di Esterbauer: ciò che probabilmente il tuo medico non sa sulla vitamina E

Il nome che devi conoscere è quello del Prof. Dr. Hermann Esterbauer, a capo del dipartimento di biochimica dell’Università di Graz (AT) negli anni ’90. Esterbauer fece ricerca sul collegamento tra stress ossidativo, radicali liberi e alterazioni delle lipoproteine LDL, quelle particelle che trasportano i grassi nel sangue e che, quando ossidate, possono portare ad arteriosclerosi e trombosi.

Vitamina E

La sua scoperta rivoluzionaria: la vitamina E protegge i vasi sanguigni e il cuore (Vitamin E schützt Blutgefäße und das Herz, ) prevenendo l’ossidazione delle particelle LDL.

Esterbauer spiega:

“Tutte le membrane lipidiche, comprese quelle delle lipoproteine che ci interessano in questo contesto, sono protette anche da antiossidanti liposolubili, i più importanti dei quali sono la vitamina E e i carotenoidi. Finché la vitamina E è presente nello strato esterno della particella LDL, quest’ultima è protetta dagli attacchi dei radicali liberi.”

In altre parole, il problema non è il colesterolo in sé, ma il colesterolo ossidato. E la vitamina E è l’inibitore naturale della corrosione dei vasi sanguigni.

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Il ciclo biochimico: vitamine E, C e glutatione

Ciò che molti non sanno: la vitamina E non agisce da sola. Fa parte di un sistema di riciclo biochimico:

Quando la vitamina E presente nel circolo sanguigno difende l’organismo dall’attacco di un radicale libero, si trasforma essa stessa in un radicale della vitamina E, ma rimane nella membrana cellulare dove può essere immediatamente riattivata dalla vitamina C. Il radicale della vitamina C risultante viene immediatamente riattivato dal glutatione, che a sua volta viene riattivato dal glucosio.

Un circolo vizioso, in senso positivo. Ma guai a chi si dimentica di un elemento. Nei fumatori, ad esempio, ogni singola boccata di sigaretta produce circa cinque miliardi di radicali liberi che devono essere neutralizzati dalla vitamina C.

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I fumatori, quindi, presentano livelli cronicamente bassi di vitamina C e, improvvisamente, si ritrovano con radicali liberi di vitamina E non attivati che, a loro volta, possono causare danni. Questo spiega anche perché gli studi sulla vitamina E condotti su fumatori abbiano prodotto risultati contraddittori: la vitamina C mancante è stata semplicemente dimenticata nelle misurazioni.

Esterbauer riuscì a dimostrare che è possibile prevedere con una precisione del 95% se una persona morirà di malattie cardiache, misurando contemporaneamente i livelli di vitamina E, vitamina A e colesterolo. Direttamente nel plasma sanguigno.
Tuttavia, all’epoca di Esterbauer, non esistevano iniezioni di mRNA vendute come vaccini. E questo mRNA, come è noto, ha un‘influenza significativa sul rischio di infarto.

Lo studio CHAOS: 77% in meno di infarti non fatali

Uno degli studi più importanti – e al contempo più trascurati – sulla vitamina E è il cosiddetto studio CHAOS (Cambridge Heart Antioxidant Study):
– 2.002 pazienti con malattie coronariche confermate angiograficamente
– Fondamentale: i livelli ematici effettivi di vitamina E sono stati misurati prima e dopo il trattamento, e non semplicemente integrati alla cieca come avviene nella quasi totalità degli altri studi.
– Dosaggio: 400 o 800 UI di vitamina E al giorno
– Risultato: Riduzione del 77% degli infarti non fatali

Il 77%: nessuna statina, nessun farmaco per abbassare la pressione sanguigna, nessun anticoagulante si è mai avvicinato a risultati simili. Eppure i medici continuano a prescrivere regolarmente le statine, con i loro ben noti effetti collaterali: dolori muscolari, eczema, ulcere cutanee aperte e trasudanti, diabete, cataratta e disfunzione erettile. L’elenco è lungo, l’utilità al confronto è modesta.

Effetto”Fonte della Giovinezza”: il 62% in meno di declino fisico con l’età

Forse ancora più impressionante è uno studio della professoressa Bartali dell’Università di Yale. Ha osservato 700 anziani con un’età media di 73 anni per tre anni. Il risultato:

“Il normale declino fisico previsto è stato arrestato in tre anni, o meglio, significativamente rallentato, dalla vitamina E. Nel 62% dei casi! Un risultato irraggiungibile con i farmaci.”

Un declino fisico inferiore del 62%, senza farmaci, senza effetti collaterali e senza brevetti. Inoltre, una condizione fisica non buona è risultato essere correlata a livelli più bassi di vitamina E e a marcatori infiammatori elevati. Anche i pazienti con funzioni cognitive compromesse presentavano livelli più bassi di vitamina E, il che non sorprende, considerando che il cervello è composto per il 70% da grassi e si basa su antiossidanti liposolubili.

Un altro studio del 2009 aveva un titolo eloquente: “Livello di vitamina E e qualità della vita negli anziani: influenza dei processi infiammatori” (Vitamin E status and quality of life in the elderly: influence of inflammatory processes. ). La vitamina E come garanzia di qualità della vita nella terza età: non uno slogan pubblicitario, ma una prova scientifica pubblicata.

Infiammazione intestinale, microbiota e sistema immunitario

La vitamina E può fare ancora di più. Uno studio pubblicato nell’ottobre del 2008 ha dimostrato che la vitamina E, somministrata sotto forma di supposta di 8.000 UI per 12 settimane, allevia la colite, ovvero l’infiammazione intestinale. Studi successivi hanno dimostrato che la vitamina E influenza positivamente il microbiota prevenendo la formazione del biofilm mucoso, necessario alla proliferazione dei batteri nocivi.

La catena causale è chiara: la vitamina E cura e previene l’infiammazione intestinale → rafforza il microbiota → rafforza il sistema immunitario → protegge da ogni tipo di malattia. La vitamina E dovrebbe essere considerata alla pari delle vitamine D, C, A e del gruppo B, come un elemento essenziale per una seria prevenzione sanitaria.

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Otto forme — e la maggior parte degli integratori ne contiene solo una

Pochi sanno che la vitamina E non è una singola sostanza, ma una famiglia di otto composti:
– Quattro tocoferoli: alfa, beta, gamma, delta
– Quattro tocotrienoli: alfa, beta, gamma, delta

La maggior parte degli integratori disponibili in commercio contiene solo alfa-tocoferolo, spesso in forma sintetica. È come sostituire un’orchestra sinfonica con un solo violinista. I tocotrienoli, in particolare il gamma- e il delta-tocotrienolo, hanno dimostrato, nella ricerca, effetti antinfiammatori e antitumorali più marcati rispetto all’alfa-tocoferolo.

Il tocoferolo è persino presente nel vaccino Novavax, presumibilmente per neutralizzare immediatamente i radicali liberi quando i componenti lipidici si ossidano. L’ironia non sfuggirà al lettore attento.

Medicina convenzionale e bioetica: il fallimento sistematico

Perché se ne sa così poco? Perché nessun medico misura di routine i livelli di vitamina E? Ciò che manca agli avvocati del comitato etico e a gran parte della professione medica è una conoscenza fondamentale delle scienze naturali, in particolare nei campi della biochimica, della chimica, della microbiologia, della psiconeuroimmunologia e di molti altri.

Un sistema che raccomanda lockdown e vaccinazioni obbligatorie ma ignora le basi biochimiche della profilassi non ha nulla a che vedere con l’etica. È l’opposto. La soluzione non risiede in farmaci brevettati sempre nuovi, ma in ciò che la biochimica sa da decenni: un corpo adeguatamente rifornito di vitamine E, C e D e dei giusti acidi grassi è in grado di proteggersi.

Non sempre, non in ogni caso, ma in un numero sorprendentemente elevato di casi in cui vengono attualmente utilizzati farmaci costosi con numerosi effetti collaterali.

Sottovalutata ma vitale

La vitamina E non è una cura miracolosa, ma un antiossidante vitale, sistematicamente sottovalutato, i cui effetti vanno ben oltre ciò che la maggior parte degli studenti di medicina apprende.

Protegge il cuore e i vasi sanguigni, rallenta il declino fisico legato all’età, lenisce le infiammazioni intestinali, rafforza il microbiota ed è una componente indispensabile del sistema di difesa biochimica contro lo stress ossidativo.

Chi assume integratori di vitamina E oggi dovrebbe cercare miscele naturali ad ampio spettro contenenti tutte e otto le vitamine e non dimenticare la combinazione con la vitamina C, perché senza C, la vitamina E non può essere riciclata.


Fonte: https://tkp.at/2026/08/04/vitamin-e-schuetzt-arterien-und-haelt-den-koerper-jung/ 
traduzione: M.Cristina Bassi per www.thelivingspirits.net

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