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Brownstone Institute: la loro strategia nella guerra sul cibo. Un’agenda di decenni

Scritto da Cristina Bassi

Il Brownstone Institute, fonte da cui traduco l’articolo che segue, è un’ organizzazione [americana] no-profit, fondata nel maggio 2021”. Come visione, afferma di avere quella illuministica, che nella vita pubblica pone alla ribalta l’apprendimento, la scienza, il progresso e i diritti universali. Tale visione, tuttavia, è “costantemente minacciata da ideologie e sistemi che vorrebbero riportare il mondo a prima del trionfo dell’ideale di libertà”.

La firma di questo articolo è di Tracy Thurman: “ sostenitrice dell’agricoltura rigenerativa, della sovranità alimentare, dei sistemi alimentari decentralizzati e della libertà medica. Collabora con la divisione di interesse pubblico dello Studio legale Barnes per salvaguardare il diritto di acquistare cibo direttamente dagli agricoltori senza interferenze governative.” (fonte)
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Nei miei due articoli precedenti ho parlato della guerra globale agli agricoltori e dei colpevoli che si celano dietro questa agenda. Oggi ci immergeremo nelle tattiche utilizzate da queste organizzazioni per imporre la loro visione distopica a tutti noi.

Forse ricorderete l’Evento 201, la simulazione di pandemia effettuata alla fine del 2019 che è servita come prova generale per la risposta alla Covid del 2020. Simulazioni di questo tipo sono state utilizzate anche nella Guerra del cibo.

Prendiamo ad esempio il Food Chain Reaction Game, un wargame del 2015 che ha simulato il periodo dal 2020 al 2030. Cargill e gli altri partecipanti hanno rimosso i dati del Food Chain Reaction Game dai loro siti web, ma la versione di Cargill è stata archiviata da ricercatori indipendenti, quindi è ancora possibile vederla qui.

Nella simulazione, il decennio portava “due grandi crisi alimentari, con prezzi che si avvicinavano al 400% della media a lungo termine; una serie di eventi meteorologici estremi legati al clima; il rovesciamento dei governi in Pakistan e Ucraina; carestie e crisi dei rifugiati in Bangladesh, Myanmar, Ciad e Sudan”.

Quando il gioco si concluse, gli organizzatori avevano imposto tasse sulla carne in Europa, limitato le emissioni di CO2 e istituito una tassa globale sul carbonio. Il periodo di tempo del Food Chain Reaction Game coincide perfettamente con la crisi Covid del 2020 e termina con il culmine dell’Agenda 2030.

Se non pensate che queste date siano significative, non state prestando attenzione.

Le parti coinvolte in questa simulazione includono il World Wildlife Fund, il Center for American Progress, il Center for Naval Analyses e Cargill. Si noti che in questa simulazione c’è la partecipazione di organizzazioni militari e di intelligence statunitensi, proprio come le abbiamo viste durante la presa di potere del Covid.

Cargill, come ho già detto, è uno dei membri più potenti del cartello globale delle Big Age si è distinta per aver schiacciato gli agricoltori indipendenti a livello globale per stabilire il controllo totale dell’approvvigionamento alimentare.

Il Center For American Progress è un think tank affiliato a Soros e Podesta.

Il World Wildlife Fund (WWF) ha una losca storia malthusiana che risale ai suoi fondatori eugenetici come il principe Bernhard dei Paesi Bassi, cofondatore del Gruppo Bilderberg; il transumanista Julian Huxley (fratello dell’autore di Brave New World Aldous Huxley); e il principe britannico Filippo, che disse di volersi reincarnare “in un virus mortale, per contribuire a risolvere la sovrappopolazione”.

Si noti che le misure escogitate da questi cospiratori – tasse sulla carne e una carbon tax globale – non hanno nulla a che fare con l’aumentare le scorte alimentari per porre fine alla carestia, molto similmente a come i partecipanti all’Evento 201 erano ossessionati dai vaccini e dal controllo della disinformazione piuttosto che dalla fornitura di un trattamento efficace e precoce per le malattie.

Per ribadire l’ovvio, nessuna delle due simulazioni si propone di risolvere il problema della fame o del contagio virale. Sono state progettate per capire come far ingoiare un agenda ad una popolazione riluttante.

Entrambi gli esercizi sono esempi classici della Dialettica hegeliana, la strategia problema-reazione-soluzione in cui un problema viene creato o usato per stimolare la domanda pubblica di una soluzione.

La soluzione implica sempre azioni o leggi pre-pianificate che non avrebbero mai superato l’approvazione pubblica prima della creazione del problema. Per citare Rahm Emanuel, capo dello staff del Presidente Obama, “Non lasciare mai che una grave crisi vada sprecata”. Con questo voglio dire che è un’opportunità per fare cose che prima si pensava di non poter fare”.

L’obiettivo della simulazione del Food Chain Reaction Game (Gioco della Reazione alla Catena Alimentare) e delle élite globali che condividono questa visione, è semplice ma devastante: la demolizione controllata dell’attuale rete di approvvigionamento e filiera alimentare e non per porre fine all’agricoltura di fabbrica e sostituirla con un’agricoltura rigenerativa e curativa della terra
Piuttosto per sostituirla con un sistema alimentare globale, centralizzato, completamente sorvegliato e strettamente controllato, basato su cosiddetti cibi creati in laboratorio e lavorati industrialmente, con poca scelta dietetica e risultati di salute abissali per tutti tranne che per le élite, e nel mentre usare il cambiamento climatico come scusa per tutto questo.

Come aveva previsto Bertrand Russell, la dieta non sarà lasciata ai singoli individui, ma sarà quella raccomandata dai migliori biochimici. Se siete nuovi a questo argomento, potreste pensare che questa affermazione sia iperbolica.

È difficile capire che ci sono persone che stanno pianificando qualcosa di così ampio respiro e diabolico – è inverosimile come quello di una rete globale elitaria che usa un virus sfuggito da un laboratorio, come scusa per distruggere le economie del mondo e iniettare a forza miliardi di persone con veleni sperimentali.

Ma è la realtà e, come suggeriscono le citazioni di Bertrand Russell e dell’amministratore delegato della Monsanto: questa agenda è in cantiere da decenni.

Fonte: https://brownstone.org/articles/their-strategy-in-the-war-on-food/

traduzione: M.Cristina Bassi per www.thellivingspirits.net

Dal Browstone Institute vedi anche su questo sito:
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