Dal blog austriao TKP (QUI gli alti articoli tradotti su questo sito), traduco preziose ed utili informazioni su un tema prioritario del nostro presente: l’intossicazione da metalli pesanti. Mercurio, alluminio, piombo e altri metalli pesanti spesso gravano sul nostro organismo per anni, anche se non se ne rendiamo conto. Si accumulano nei tessuti e nel cervello e possono favorire l’insorgenza di problemi neurologici, infiammazioni croniche e danni mitocondriali.
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Abbiamo già dimostrato quanto siano diffusi questi fattori stress e quali conseguenze possano avere sulla salute. La domanda che ci viene posta ripetutamente è: esistono metodi efficaci per eliminare questi metalli dall’organismo? Oltre al fatto di evitare l’esposizione a metalli pesanti, esistono diversi approcci con un livello di evidenza scientifica variabile.
Terapia chelante con DMSA, DMPS ed EDTA
Il metodo medico classico è la terapia chelante. I chelanti legano i metalli presenti nei tessuti e nel sangue e ne consentono l’eliminazione attraverso l’urina e le feci.
Il DMSA (acido dimercaptosuccinico) può essere assunto per via orale ed è particolarmente efficace in caso di esposizione al piombo e al mercurio. Aumenta l’eliminazione di piombo, mercurio e arsenico.
Il DMPS (acido dimercaptopropansolfonico) è spesso considerato ancora più efficace nel caso del mercurio inorganico e viene frequentemente utilizzato nella medicina alternativa.
L’EDTA viene somministrato prevalentemente per via endovenosa e lega, tra l’altro, piombo e cadmio.
Una revisione di Sears ME (2013): «Chelation – Harnessing and Enhancing Heavy Metal Detoxification» (Chelazione –Utilità e potenziamento della disintossicazione dai metalli pesanti) riassume che queste sostanze aumentano significativamente l’eliminazione di diversi metalli tossici e, in alcuni casi, possono anche essere rimosse dal cervello.
I dati clinici relativi all’avvelenamento da piombo (soprattutto nei bambini) sono ben documentati. Per quanto riguarda il mercurio, studi condotti su animali e sull’uomo evidenziano un aumento dell’escrezione renale.
Importante: una terapia chelante medica dovrebbe essere effettuata solo sotto controllo medico con monitoraggio di laboratorio, poiché potrebbero venire legati anche minerali essenziali.
Acqua minerale ricca di silicio in caso di esposizione all’alluminio
Per l’alluminio si è affermato un metodo particolarmente semplice e ben studiato: l’assunzione quotidiana di acqua minerale ricca di silicio (acido silicico).
Gli studi di Christopher Exley e del suo team dimostrano che l’acido silicico lega l’alluminio nei tessuti e ne favorisce l’escrezione renale. Exley ha sostenuto per molti anni l’ipotesi che l’alluminio abbia un ruolo nell’insorgenza dell’Alzheimer e di altre malattie neurologiche.
I suoi lavori dimostrano in modo coerente che l’acido silicico (Silicic Acid) è in grado di legare l’alluminio nell’organismo e di favorirne l’escrezione renale, senza influire in modo rilevante su metalli essenziali come il ferro o il rame. I suoi studi sono disponibili su PubMed cercando «Exley C aluminum silica» o «Exley C aluminium hypothesis».
In uno studio di Davenward et al. (2013), “„Silicon-rich mineral water and aluminium in Alzheimer’s disease“ (Acqua minerale ricca di silicio e alluminio nella malattia di Alzheimer), l’assunzione di un litro di acqua al giorno, ricca di silicio, per 12 settimane ha portato a un aumento significativo dell’escrezione urinaria di alluminio, nei pazienti affetti da Alzheimer e nei soggetti di controllo. Alcuni partecipanti hanno anche riscontrato un miglioramento delle prestazioni cognitive.
Un altro studio di Jones et al. (2017), „Urinary Excretion of Aluminium in Multiple Sclerosis“ (Escrezione urinaria di alluminio nella sclerosi multipla), ha confermato l’aumento dell’escrezione di alluminio nei pazienti affetti da sclerosi multipla. Questo metodo è considerato privo di effetti collaterali e può essere utilizzato a lungo termine.
Chelanti naturali e sostanze di supporto
Oltre alla classica terapia chelante, ci sono diverse sostanze naturali che hanno dimostrato, in vari studi, che possono legare o promuovere l’escrezione dei metalli:
– Clorella: lega i metalli nell’intestino e ne favorisce l’escrezione fecale. Alcuni studi sull’uomo mostrano una riduzione dei livelli di mercurio e di altri metalli. Effetti positivi sono stati osservati in particolare in combinazione con altri estratti di alghe.
Merino et al. (2019): „The Long-Term Algae Extract (Chlorella and Fucus sp.) Supplementation on Heavy Metals“ (Integrazione a lungo termine con estratti di alghe (Clorella e Fucus sp.) per i metalli pesanti) dimostra che l’integrazione con estratti di alghe (Clorella + Fucus) per oltre 90 giorni può ridurre significativamente i livelli di mercurio (Hg), piombo (Pb), stagno (Sn) e argento (Ag).
– Acido alfa-lipoico (ALA) e N-acetilcisteina (NAC): supportano la produzione di glutatione, propria dell’organismo, che svolge un ruolo centrale nella disintossicazione dai metalli. L’ALA può anche avere un effetto chelante. Le prove provengono principalmente da articoli di revisione sul ruolo del glutatione nella disintossicazione dai metalli pesanti (ad esempio, Sears 2013 – vedi sotto).
– Selenio: lega il mercurio a composti meno tossici e protegge dai suoi effetti dannosi. Questo è ben documentato negli studi tossicologici sulla disintossicazione da mercurio (incluse le revisioni su DMPS/DMSA e chelanti naturali).
– Alimenti contenenti zolfo (aglio, broccoli, cipolle): promuovono la produzione di glutatione e favoriscono la sua naturale escrezione. Ciò vine citato come misura di supporto in diverse revisioni sulla disintossicazione dai metalli pesanti (ad esempio, Sears 2013).
– Coriandolo (cilantro) è spesso raccomandato nella medicina alternativa, ma le prove derivanti da studi sull’uomo sono meno solide rispetto a quelle relative alla clorella.
– Importante lavoro di revisione (intera sezione): Sears ME (2013): „Chelation: Harnessing and Enhancing Heavy Metal Detoxification – A Review“ (Chelazione: sfruttare e migliorare la disintossicazione dai metalli pesanti – Una revisione”)
Questo lavoro riassume sia gli approcci farmacologici che quelli naturali (tra cui glutatione, ALA e composti solforati) ed è una delle fonti più citate su questo argomento.
Il ruolo del glutatione nella disintossicazione
Il glutatione (GSH) è considerato il più importante antiossidante presenti nel corpo umano e svolge un ruolo centrale nella disintossicazione da metalli pesanti, tossine organiche, residui di farmaci e specie reattive dell’ossigeno (ROS).
Come agisce il glutatione nella disintossicazione
Il glutatione è un tripeptide composto dagli amminoacidi glutammato, cisteina e glicina. Contiene un gruppo tiolico (-SH) fondamentale per la sua funzione. È principalmente attivo nella fase II della disintossicazione epatica e svolge diverse funzioni:
– Si lega direttamente (coniugazione) alle tossine. Il glutatione si lega ai metalli pesanti (mercurio, piombo, arsenico, cadmio) e a molte tossine organiche. Questo rende i metalli idrosolubili, consentendone l‘escrezione attraverso i reni e la bile.
– Neutralizzazione dei radicali liberi. I metalli pesanti generano stress ossidativo. Il glutatione neutralizza queste specie reattive dell’ossigeno e protegge le cellule (in particolare i mitocondri) dai danni.
– Rigenerazione di altri antiossidanti. Il glutatione rigenera la vitamina C e la vitamina E, consentendo loro di continuare a svolgere la loro funzione protettiva.
– Supporto della funzione mitocondriale. Poiché i metalli pesanti danneggiano i mitocondri, una quantità sufficiente di glutatione è essenziale per mitigare questo danno e mantenere la produzione di energia.
Molti metalli tossici si legano direttamente al gruppo tiolico del glutatione. Di conseguenza si consuma glutatione, rendendolo indisponibile per ulteriori processi di disintossicazione. Nel sovraccarico cronico, si verifica spesso una carenza di glutatione, cosa che peggiora ulteriormente la disintossicazione e crea un circolo vizioso.
Ulteriori misure di supporto
– Sudorazione (sauna, esercizio fisico): alcuni metalli pesanti possono essere espulsi attraverso il sudore.
– Adeguato apporto di liquidi e fibre: favoriscono l’escrezione attraverso i reni e l’intestino.
– Minerali (zinco, magnesio): possono competere con i metalli tossici, nei siti di legame e ridurne così l’assorbimento.
– Antiossidanti (vitamine C ed E): proteggono dallo stress ossidativo causato dai metalli.
Riassumendo…
La strategia più efficace rimane quella di evitare di essere esposti ai metalli pesanti o assumerli. Allo stesso tempo, degli studi dimostrano che sia la terapia chelante medica, sia alcune sostanze naturali (in particolare l’acqua ricca di silicio e la clorella) possono favorire l’eliminazione dei metalli pesanti.
Mentre la medicina convenzionale utilizza principalmente la terapia chelante per le intossicazioni acute, metodi più delicati e a lungo termine stanno acquisendo sempre maggiore importanza nella medicina integrativa. La combinazione che vede la riduzione dell’esposizione ai metalli pesanti e il supporto specifico alla loro eliminazione, sembra attualmente l’approccio più realistico.
fonte: https://tkp.at/2026/07/05/schwermetalle-ausleiten-was-wirklich-helfen-kann/
Traduzione: M.Cristina Bassi per www.thelivingspirits.net














