Big pharma Societa’ orwelliana

I documenti del Robert Koch Institut- RKI- mettono sotto pressione l’apparato pandemico

Scritto da Cristina Bassi

Dal blog austriaco di politica e scienza, TKP, traduco il seguente articolo su un tema che ha fatto grande scalpore in queste ore, non solo in Germania ma anche all’estero.  I documenti dell’RKI (Robert Koch Institut) stanno creando scompiglio nella politica interna tedesca sulla gestione della “pandemia”. Su questo commenta da noi  anche l’avv Sandri sul suo canale Telegram: “

“L’Istituto Koch di Berlino è grosso modo il corrispondente dell’Istituto Superiore di Sanità. Il suo ex Presidente ha vuotato il sacco: falsi i dati della c.d pandemia e utilizzo della violenza contro chi cercava la verità. Cade la Germania. Un altro tassello della controffensiva è pienamente in corso. La vera svolta sarà la caduta dell’Italia,il Paese che è stato scelto quale incubatore della falsa pandemia. Ci sono novità importanti anche da noi…”

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Raramente l’interesse politico dietro la cosiddetta “pandemia Covid” è stato messo così chiaramente sul tavolo, come nei protocolli dell’RKI, rivelati dalla rivista Multipolar . Dopo pochi giorni, la rivelazione è entrata pienamente nel mainstream ed è stata riportata anche al di fuori della Germania e persino negli Stati Uniti.

La richiesta di una riforma del RKI

Lunedì scorso, Multipolar ha riportato la chiara reazione di Armin Laschet, ex candidato della CDU alla carica di cancelliere. Costui ha chiesto maggiore trasparenza e una riforma del RKI.

Multipolar riporta:

I protocolli del team di crisi dell’Istituto Robert Koch (RKI), resi pubblici da Multipolar, sono ora un argomento di politica e dei principali media. In seguito a un servizio della ZDF del 23 marzo, l’argomento è stato trattato da emittenti e giornali di alto livello. Il politico della CDU Armin Laschet ha già chiesto di trarre conseguenze dalle rivelazioni.

“Dobbiamo rivelare tutto”, ha dichiarato l’ex candidato cancelliere in un’intervista rilasciata il 24 marzo all’Heute-Journal della ZDF. I verbali pubblicati hanno mostrato quanto “differenziate” siano state le discussioni all’interno della RKI “e quanto poco di questa diversità di opinioni sia alla fine sfociata in una politica concreta”. Laschet, che è stato Ministro Presidente della Renania Settentrionale-Vestfalia dal 2017 al 2021, ha criticato il modo in cui i politici hanno agito durante la crisi. Altre posizioni scientifiche avrebbero dovuto essere incluse molto di più nel dibattito politico.

L’RKI, che è un’agenzia del Ministero federale della Salute, deve “diventare decisamente più indipendente”, ha chiesto. L’istituto avrebbe dovuto “parlare” dei suoi dibattiti interni durante la crisi del coronavirus. Invece, c’è stata “solo un’opinione” che è stata pubblicamente riconosciuta come corretta, ha criticato Laschet. I protocolli chiarivano che le maschere FFP2, ad esempio, erano considerate solo come sicurezza sul lavoro all’RKI, ma non come un mezzo per prevenire la trasmissione del virus. “Per il futuro sono importanti una minore influenza politica e una maggiore diversità scientifica”, ha affermato.

Laschet ha anche invitato il panorama della stampa a fare autocritica. Il fatto che i protocolli della RKI siano stati portati in tribunale dalla piccola rivista online Multipolar e non dai grandi media, dimostra l’inattività dei “media di qualità” nel chiarire i processi interni al governo. “All’epoca c’era anche una posizione predominante nei media che non esaminava criticamente ciò che i politici facevano”, ha sottolineato Laschet. È necessaria una “nuova cultura del dialogo” che riconosca gli errori. Le discussioni erano ancora condotte “in modo troppo aggressivo, senza rispetto per le altre opinioni”.

Il Ministro della Salute Lauterbach, ha una reazione diversa…

Del tutto diversa la reazione di Karl Lauterbach. Nel suo solito modo di fare, respinge ogni critica a se stesso e ai suoi funzionari. L’RKI ha “salvato molte vite durante la pandemia”. Come al solito, dice ai critici che sono sulla strada sbagliata: “I media speculano sul fatto che l’RKI lavorava su istruzioni politiche e non era scientificamente indipendente. Questo è sbagliato. I dipendenti in particolare sono stati oscurati per proteggerli dall’odio e dalla camabagna denigratoria”.

Va aggiunto che oltre 1.000 pagine oscurate, sono state inviate ai giornalisti. Ma il Ministro della Salute si spinge oltre. In relazione ai “dossier RKI”, parla di “interferenze di governi stranieri”. Anche Janosch Dahmen, membro del Comitato per la salute del Bundestag per il partito dei Verdi, si esprime in termini quasi identici.

Anche Lothar Wieler, che non è più a capo dell’RKI, ha detto la sua. Il Berliner Zeitung ha individuato una possibile “fuga in avanti”.

Nel frattempo, i principali media non sono ancora sicuri di come si debba riferire relativamente ai documenti dell’RKI. Nel fine settimana, la ZDF ha riferito che le migliaia di pagine potrebbero essere “politicamente esplosive”. Tuttavia, il report è stato modificato più volte dopo la pubblicazione.

A quanto pare, non vogliono essere troppo chiari, perché questo potrebbe ancora preoccupare gli spettatori del telegiornale. Qualcosa di simile è accaduto con il servizio dello Spiegel. Anche il tabloid austriaco Heute ne ha parlato lunedì. Anche in questo caso, il testo è stato “rivisto” dopo poche ore. Mentre inizialmente si chiedeva se “le misure fossero state più pericolose del virus”, in seguito questo diventava: “Lauterbach chiarisce”.

Ma, come riporta Multipolar, le notizie sono state numerose durante il fine settimana:

“Altri media come la Neue Zürcher Zeitung, Der Spiegel, T-online, Focus, Frankfurter Allgemeine e il canale televisivo n-tv hanno poi ripreso la questione. Finora, però, solo il Nordkurier ha annunciato l’intenzione di lavorare in un dossier giornalistico, relativamente ai documenti pubblicati da Multipolar “.

Ma non sono solo i giornali ad essere in fermento. Sul servizio di messaggistica breve politica di X è scoppiato un dibattito selvaggio sui “#RKIFiles”. Migliaia di cittadini critici si trovano spesso di fronte ad account dubbi che spesso potrebbero essere attribuiti ad agenzie o allo Stato.

Lo Stato stesso non mostra di prendere sul serio il dibattito. Quando la propaganda venne messa in atto, ebbe successo. Attualmente non ci sono più “misure corona”,

fonte: https://tkp.at/2024/03/26/rki-dokumente-bringen-pandemie-unter-druck/

traduzione: M.Cristina Bassi per www.thelivingspirits.net