Il dr Peter F. Mayer della redazione del blog austriaco di scienza e politica, TKP (qui le mia altre traduzioni su questo sito) è l’autore dell’articolo che traduco nel seguito, che mette in luce gli effettivi rischi letali delle miocarditi post vaccino covid-19 ed afferma conseguentemente che non esistono lesioni lievi a riguardo. Purtroppo gli studi dimostrano che ciò è molto grave e ca l’80% dei coinvolti muore entro i 10 anni dall’evento.
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La scorsa settimana abbiamo riferito di un aumento di 15 volte dei danni cardiaci nei giovani sotto i quarant’anni, in Nuova Zelanda, danni pubblicati in seguito a una richiesta di FOIA (Free of Information Act).
In seguito a questa notizia sono stati portati alla luce dati analoghi in Australia. Le cause dei danni al cuore causati dalle iniezioni geniche, sono note e provate.
La storia è stata ripresa dai media australiani, che hanno richiesto i dati ai loro dipartimenti sanitari statali, ed ecco che la stessa allarmante tendenza è stata scoperta nel NSW (New South Wales) e nel Queensland.
Sotto la pressione di un’intervista in diretta con 2GB Sydney, il ministro della Sanità del NSW Ryan Park, ha dichiarato di essersi consultato a lungo con il responsabile sanitario del NSW, il dottor Kerry Chant, e ha ammesso all’intervistatore che “indubbiamente, dopo la vaccinazione, alcune persone sono arrivate nei nostri reparti di emergenza con dolori al petto ”.
Il ministro ha poi cercato di dipingere l’infezione COVID-19 come la grande minaccia, ma ha dovuto fare marcia indietro quando l’intervistatore ha fatto notare che la tendenza al dolore toracico in Australia è iniziata anche prima dell’insorgenza della COVID-19, come è stato il caso della Nuova Zelanda.
Aumento degli attacchi di cuore
Scenari simili si stanno verificando in tutto il mondo. Come già riportato, il britannico Daily Mail ha titolato: “Allarmante aumento degli attacchi di cuore tra i giovani in linea e ‘super in forma‘”.
Il quotidiano riporta un aumento del 66% degli attacchi cardiaci negli Stati Uniti tra le persone di età compresa tra i 18 e i 44 anni, dall’inizio della pandemia. Si legge: “Un paziente su cinque colpito da infarto, ha oggi meno di 40 anni”.
L’articolo riporta interviste a medici che attribuiscono l’improvviso aumento dei problemi cardiaci quasi esclusivamente all’infezione COVID-19, mentre gli effetti collaterali cardiaci della vaccinazione mRNA COVID-19 vengono erroneamente liquidati come rari e non gravi.
In seguito all’uscita dei dati neozelandesi sul dolore toracico, prima dell’infezione da COVID-19 ma dopo la vaccinazione, e di altri studi pubblicati di recente, è necessario correggere con fermezza l’idea errata diffusa dalle autorità sanitarie, dai governi e dai media, secondo cui l’infezione da corona è la vera causa dei problemi cardiaci e delle morti improvvise tra i giovani.
In uno studio di Colm D Andrews et al., dal titolo “Effectiveness of COVID-19 vaccination in children and adolescents” (Efficacia della vaccinazione COVID-19 nei bambini e negli adolescenti), che ha messo a confronto gli esiti sanitari di individui vaccinati e non vaccinati, non sono stati riscontrati casi di miopericardite nel gruppo di non vaccinati affetti da infezione COVID-19.
In altre parole, i casi di miopericardite si sono verificati esclusivamente in coloro che avevano ricevuto il vaccino a base di mRNA di Pfizer.
Lo tsunami di malattie tra le persone abili al lavoro, si collega ad enormi costi economici. Un articolo del British Telegraph titola “How Britain’s sickness crisis blew a £15bn hole in the economy“ (Come la crisi della malattia in Gran Bretagna ha fatto un buco di 15 miliardi di sterline nell’economia”).
Inoltre, proprio come la crisi del dolore toracico in Nuova Zelanda, la tendenza è destinata ad accelerare nel 2024.
Le cause del problema cardiaco nell’ingegneria genetica
Ma non si tratta solo di correlazione: anche la causalità è stata dimostrata, non da ultimo dal lavoro dei patologi tedeschi Arne Burkhardt e Walter Lang.
Il danno è causato dall’introduzione dell’mRNA nelle cellule con l’aiuto delle nanoparticelle lipidiche e dalla successiva produzione di antigeni contro i quali il sistema immunitario sviluppa cellule di difesa e anticorpi.
Il sistema immunitario reagisce a queste cellule produttrici di antigeni e le distrugge, provocando la cicatrizzazione dei tessuti. Questo avviene anche nel muscolo cardiaco.
La miocardite è un danno alle cellule del muscolo cardiaco. Queste cellule non hanno la capacità di rigenerarsi. Dopo essere morte, si trasformano in tessuto cicatriziale, che può essere rilevato alla risonanza magnetica utilizzando un agente di contrasto, il cosiddetto Long Gadolinium Enhancement (LGE).
Ciò significa che il danno al cuore rimane per definizione permanente e non può migliorare. Se il danno alle cellule non è molto pronunciato, altre cellule muscolari possono sostituirsi al lavoro, perché il cuore ha una certa capacità di riserva. Ma il danno di fondo rimane.
E questo danno aumenta in modo massiccio il rischio di morte prematura, come hanno dimostrato alcuni studi. Tuttavia, questo rischio è indipendente da come è stato causato il danno alle cellule del muscolo cardiaco Pertanto, questo fenomeno era già stato riscontrato prima dell’iniezione di mRNA.
È particolarmente dannoso quando le cellule del sistema di conduzione cardiaca sono danneggiate. In questo caso, l’impulso non viene trasmesso e, nel caso più favorevole, ciò porta al cosiddetto blocco AV (quello che abbiamo visto nie pilotii piloti) o alla morte cardiaca improvvisa.
Miocardite dopo la vaccinazione: una bomba a orologeria?
Uno studio ha dimostrato che circa il 40% dei soggetti colpiti da miocardite dopo un’infezione virale è morto entro 10 anni.
“Il tasso di mortalità a 10 anni dopo una miocardite causata da virus è elevato. Come chiarisce un’analisi condotta da cardiologi tedeschi, la prognosi in caso di miocardite virale è generalmente piuttosto sfavorevole: circa il 40% dei pazienti colpiti, muore entro i dieci anni successivi”.
“Molto più importanti per la prognosi dei pazienti sono stati i risultati della risonanza magnetica, in particolare l’individuazione di aree di necrosi o fibrosi a mezzo dell’aumento del contrasto, noto come Late Gadolinium EnhancementL(GE). Tali referti , rispetto all’assenza di sequenze LGE, vengono associati a un rischio di morte più che doppio (hazard ratio, HR: 2,4)”.
Tuttavia, questa cicatrizzazione irreversibile delle cellule muscolari, nota come LGE, non è specifica di una malattia virale, ma definisce la miocardite. Secondo lo studio citato, circa l’80% dei soggetti in cui era rilevabile la cicatrizzazione / LGE, sono morti entro 10 anni.
Tuttavia, queste cicatrici si riscontrano anche dopo una “vaccinazione” corona (covid):
“75 dei 97 pazienti (77%) sottoposti a risonanza magnetica cardiaca a una media di cinque giorni dall’inizio dei sintomi, presentavano referti vistosi. Il 76% presentava Late Gadolinium Enhancement (LGE)“
Lo dimostra lo studio di Dongngan T. Truong et al. intitolato “Clinically Suspected Myocarditis Temporally Related to COVID-19 Vaccination in Adolescents and Young Adults”. (Miocardite clinicamente sospetta temporalmente correlata alla vaccinazione covid-19 in giovani e giovani adulti)
Quindi, se è dimostrato che il 77% dei soggetti con sintomi cardiaci dopo una “vaccinazione” corona, presenta cicatrici cardiache, sulla base dei dati disponibili si deve presumere che l’80% di essi morirà entro i 10 anni successivi.
È quindi un’incredibile distorsione dei fatti quando gli autori dell’articolo del Daily Mail titolano: “Miocardite dopo la vaccinazione COVID-19: dati rassicuranti dagli Stati Uniti” e scrivono:
“I risultati suggeriscono che la maggior parte dei casi sospetti di miocardite dopo la vaccinazione COVID-19 in persone di età inferiore ai 21 anni, sono lievi e si risolvono rapidamente, anche se spesso c’erano evidenti i risultati della risonanza magneticai”.
Ovviamente è vero l’esatto contrario. I dati disponibili sono estremamente allarmanti. Confermano ciò che abbiamo sempre saputo, ovvero che non esiste una miocardite “lieve”. Soprattutto se i risultati della risonanza magnetica sono evidenti.
Ciò significa che parti del muscolo cardiaco sono irreversibilmente cicatrizzate e quindi incapaci di funzionare. Non si tratta mai di un risultato “lieve”, ma di un pericolo di vita.
I dati confermano il timore che nei prossimi anni assisteremo a un gran numero di malati gravi e di decessi a causa della “vaccinazione”.
Fonte: https://tkp.at/2024/10/07/herzschaeden-von-gentechnik-spritzen-weit-verbreitet-die-ursachen-dafuer/
traduzione: M. Cristina Bassi per www.thelivingspirits.net










